venerdì 1 aprile 2016

7 euro per un dito rotto







Camminavo lungo la strada principale del paese, quando, d'improvviso, è spuntata un auto a velocità sostenuta. Ho cercato di scostarmi ma, quel tale che guidava, non ha visto la mia borsa della spesa, e mi ha toccato dentro facendomi cascare. Non mi sono fatto molto. Una sbucciatura sul ginocchio e un dito mezzo rotto.Non ho fatto in tempo a segnare il numero di targa. E' fuggito senza rallentare e senza mettere neppure un braccio fuori, per prestare un minimo soccorso. Mi sono rialzato un po' imbruttito: uova rotte e bottiglie fuori dal sacchetto.Dopo poco è arrivato un signore ben vestito e dall'accento inglese, che mi ha offerto un punch al bar di fronte l'accaduto. 7 euro a testa per sentirsi dire: 'Si faccia vedere da un dottore giù per l'ospedale'. Gentilmente ho ringraziato e sono uscito con tutta la spesa arruffata nei sacchetti del supermercato dietro casa. Mi sono guardato un poco in giro: nessuno stava già arrivando, e, cercando di non scivolare ancora, sono andato verso il mio portone. La porta era un po' socchiusa. Fuori, si sentiva l'eco di risate dei vicini giù al primo piano. E' la sera del 4 di maggio. Non c'è festa. Un unico miraggio. Mi è sembrato intuire che un uomo stava per partire. Via lontano da sto posto dovrei andarci pure io: non c'è più quel bel silenzio che ti porta ad ascoltare solo il canto degli uccelli in riva al mare.Nell'attesa del ritorno di quel lontano parente, che è passato a salutare prima di tornare dalle sue parti, sono entrato nell'androne. Son salito per le scale un po' di corsa. Nelle tasche ho cercato le chiavi della porta e sono entrato nella mia cucina. Ho trovato te che hai detto: 'E' troppo che ti aspetto. Ora lo zio viene via con me. Mangiamo al ristorante e lo accompagno alla stazione'.Sei uscita, e sono rimasto solo come un deficiente con il dito gonfio e il fiatone che non passa.La fortuna non ha certo fatto molta compagnia. E' rimasto solo Giambattista a venirmi a trovare la domenica mattina. Mi porta su il giornale e le uova fresche del cognato di Castellammare. Le cucino sempre con un po' di burro e una fetta del tuo pane.Ora son seduto sul divano che aspetto invano il tuo ritorno dalla piazza principale. Son le 10 di mattina. Vado in bagno, prendo il mio costume, e dirigo sulla spiaggia dove trovo poca gente ad aspettare l'aliscafo. Mi distendo sull'asciugamano a fiori. Penso che tu abbia un sacco di pretese. Vuoi comprare sempre quello che ti piace.Io di soldi non ne ho tanti. Bastano a farti i complimenti?



























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