sabato 2 aprile 2016

A quest'ora






Mi ha svegliato il gatto, perché sbattevano le antine della cucina.
A quest'ora può essere solo lui che, con la zampa, riesce ad aprirle leggermente, e lasciandole poi andare, si sente il botto; nel silenzio che ancora non è interrotto dal frequente passare di auto, dirette dopo il ponte.
Benché la nuova tecnologia ha previsto anche la possibilità, pagando qual'cosa in più, di apporre una sorta di freno nelle cerniere che tengono chiuse o aperte le ante, appunto, al mobiletto, il botto si sente uguale. Non so se devo prendermela col falegname, o coll'amico di mio padre, arredatore di gran classe, forse un tempo; che mi ha tirato un bel bidone.
Non sono all'altezza della situazione.
E' vero, non abbiamo proprio lo stesso DNA uguale, ma sono sempre sua figlia un po' speciale. Mi rimane da pensare ad un'unica scusante: non abbiamo condiviso le esperienza del servizio militare, che vi ha visti insieme quando a mio padre è arrivata la cartolina di richiamo. Se non si fosse presentato l'avrebbero arrestato.
Chi ti trova poi in caserma. Il Peppino: reduce di guerra. Certo il mondo è strano. Si rincontra tanta gente che non si vedrebbe mai; se non ci fossero i guai.
Mia madre era in cinta della sottoscritta, mio padre a militare. Non rimaneva che l'amico arredatore dove andare a bussare per il pane.






























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