Gli ultimi due giorni li ho passati a riposare. Ho sonno arretrato di anni passati a fare notte in questo pronto soccorso dell'ospedale della zona. Se ne vedono di ogni, quando comincia a calare il sole e la notte si affaccia all'orizzonte. Poco fa, l'ennesima chiamata per un tizio che vedeva rosso dappertutto. Si è presentato con la bottiglia in mano e una puzza di alcool che non riuscivo a respirare. Diceva che la zia era ritornata a fargli visita inaspettata. Era morta più di un anno prima ma, appena trovata l'occasione, nessuno la dava ancora in vita, ché lei fece la sua apparizione per la cena coi parenti. Era sparita in un giorno di primavera, e solo dopo arrivò un messo comunale a suonare al campanello della casa di famiglia. Arturo era lì per caso. Era passato a salutare la nipote che negli ultimi tre anni era stata delegata ad assistere l'anziana. Il signore del comune, con aria mesta per la circostanza, diede in mano al cugino della defunta, un referto di una casa di riposo. Arresto cardiocircolatorio. Il silenzio era calato, nella sala da pranzo dove si stava pranzando. Nessuno osava dire una parola. Nessuno continuava a masticare. Uscendo, il messo si scusò per l'orario. Raccolto il fascicolo della Zia Graziana, e assicuratosi che qualcuno provvedesse ai funerali, salutò di fretta e si diresse verso il corridoio dell'appartamento. Arturo lo seguì per richiudere la porta. D'un tratto, pensò che fosse meglio andare via da tutto questo. Salutò quel messaggero ed aspettò che scese tutti gli scalini. Aspettò ancora qualche minuto, poi, lasciando l'ingresso un poco aperto, si diresse diritto giù in cantina. Prese una bottiglia di vino d'annata e se ne andò via. Adesso, in questo studio del pronto soccorso, sta raccontando una visione. Si vedeva in cima ad un monte vicino al picco con la croce. Una voce lo chiamava a farsi prete. Senza moglie e senza figli, avrebbe dovuto fare solo quel tipo di carriera, nella vita. Era sempre stato il più scapestrato tra i figli del fratello di Graziana, e ricorda di una sera che la zia lo rinchiuse in un convento appartenente a una congrega diocesana a cui lei era devota. Quello che cercava era togliersi di torno un bel signore, dall'aspetto poco pulito ed elegante. L'amante della credente che faceva il portalettere per i fedeli che dovevano parlare al Monsignore di Casale. Diceva che lo avevo proprio di fronte. Se potevo cacciarlo fuori e rimandarlo a casa sua. Era intenzionato a chiamare la polizia.
domenica 15 maggio 2016
Notti da dimenticare
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