Sono solo le tre di notte. Il gatto mi ha svegliato perché giocava con le antine della cucina, e i ripetuti colpi mi hanno fatto alzare dal letto. Prima o poi mi trasferisco e lo lascio solo in questa casa. E che qualcuno se ne occupi. Dopo il viaggio in Danimarca, è diventato un terno al lotto il riuscire a dormire in santa pace con quello stronzo dentro casa. Mio fratello ha visto bene di rovinare il nostro rapporto. Lo ricordo dolce e mansueto, un batuffolo grazioso alle prese con il mondo. Certo, danni ne faceva tanti, ma non si era mai permesso di rovinarmi il sonno. Franco, invece, lo incitava sempre a giocar con tutto; e adesso sono io a dover gestire il gran casotto. Alle prese con la rieducazione del felino, mi ha costretto a diverse notti insonni. Lui, adesso, si è piazzato in una cittadina del basso lazio, con il cane e la sua donna un poco sciatta e tanto brutta. Io mi trovo qui, con il gatto contro dipendente a cui fare fronte. Senza soldi e poco tempo per curare i suoi misfatti, sono sempre di cattivo umore. Anche Sandra mi ha già detto che più oltre non può stare; ed assistere alla rovina di una dolce compagnia.Adesso è presto ma, più tardi, io lo prendo e lo ributto da dove l'ho trovato abbandonato. Eri senza un tetto e senza niente da mangiare. Che bella soddisfazione la tua stima personale. Anche a te, accovacciato sulla mia poltrona, ma a quel fetido individuo che ti ha reso insopportabile vista, che riporta ad una infanzia in cui eri preso solo da te stesso, e dalla tua inesorabile e persistente invidia per tutto quello che facevo. E' proprio vero che non sempre escono tutti giusti, i figli di persone di buone intenzioni. Sei il solo responsabile della tua rovina, che, però, in questa vita, rende difficile ai cristiani che t'incontrano, rimanerti amici, ed apprezzarti.
mercoledì 11 maggio 2016
Sono solo le tre di notte
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