mercoledì 11 maggio 2016

Sono solo le tre di notte






Sono solo le tre di notte.  Il gatto  mi  ha svegliato perché   giocava con le  antine della   cucina,   e i   ripetuti   colpi  mi  hanno   fatto   alzare  dal  letto.   Prima  o  poi  mi  trasferisco   e lo lascio  solo  in  questa  casa.   E  che   qualcuno   se  ne  occupi. Dopo il viaggio in  Danimarca,  è    diventato  un  terno  al  lotto   il   riuscire  a  dormire in santa pace con quello stronzo  dentro  casa. Mio fratello  ha visto bene di rovinare   il nostro rapporto.  Lo ricordo   dolce e mansueto, un batuffolo grazioso alle prese con il mondo. Certo, danni ne faceva tanti, ma non si era mai permesso di rovinarmi il sonno. Franco, invece, lo incitava sempre a giocar con tutto; e adesso sono io a dover gestire il gran casotto. Alle prese con la rieducazione del felino, mi ha costretto a diverse notti insonni. Lui, adesso, si è piazzato in una cittadina del basso lazio, con il cane e la sua donna un poco sciatta  e tanto brutta. Io mi trovo qui, con il gatto contro dipendente a cui fare fronte. Senza soldi e poco tempo per curare i suoi misfatti, sono sempre di cattivo umore. Anche Sandra mi ha già detto che più oltre non può stare; ed assistere alla rovina di una dolce compagnia.Adesso è presto ma, più tardi, io lo prendo e lo ributto da dove l'ho trovato abbandonato. Eri senza un tetto e senza niente da mangiare. Che bella soddisfazione la tua stima personale. Anche a te, accovacciato sulla mia poltrona, ma a quel fetido individuo che ti ha reso insopportabile vista, che riporta ad una infanzia in cui eri preso solo da te stesso, e dalla tua inesorabile e persistente invidia per tutto quello che facevo. E' proprio vero che non sempre escono tutti giusti, i figli di persone di buone intenzioni. Sei il solo responsabile della tua rovina, che, però, in questa vita, rende difficile ai cristiani che t'incontrano, rimanerti amici, ed apprezzarti.




























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