Nel
bel mezzo di quel maggio
Cercavo nel cassetto il
cavatappi con il manico dorato.
Non era bello.
Che peccato.
Sono sceso giù in
cantina per portare la borsa dei ferri, utilizzata per incorniciare
qualche telo assai da poco e di poco conto.
Sei arrabbiata da
questa mattina perché in casa c'è già stato troppo movimento.
Son sdraiato sul divano
per cercare un po' di pace dentro a un giorno un po' confuso e di
malaugurata sorte.
Sono andate tutte
storte.
Sei poi scesa a far la
doccia dal vicino più carino.
Ti ho aspettata per tre
ore, quando tutto d'improvviso mi si è arrossato il viso.
E' arrivata tua sorella
Giuseppina.
Vuoi saper che
ramanzina?
Le ho dovuto dire che
non c'eri e dove te ne sei andata, senza mai finir la cioccolata.
Son due volte che sei
da Pasquale a far baldoria.
Non si può avere tutta
la ragione, questa volta; sto imbiancando per un'altra volta.
Posso anche essere
d'accordo che la prima andava un poco bene, ma dei pezzi son venuti
male.
Ho ripreso in mano il
mio pennello; e, uscendo con uno spinello, mi hai tirato del coglione
un po' sbadato, che puzza di fango e di salato.
Questa casa l'hai
decisa tu.
La volevi in mezzo a
quel bosco dove passa pure il grande fiume, che va verso la periferia
della contea.
Sai che bella cosa
ritrovarmi con la donna che ti scrive di raggiungerla nel Texas, che
si è trasferita senza la tua servitù …
'mi basti anche tu'.
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